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Il tribunale municipale di Hammamet condanna Dax J ad un anno di carcere

Il caso relativo all'appena trascorso Orbit Festival si arricchisce di un'ulteriore, serio risvolto.

di Redazione SoundBound

Già tre giorni fa avevamo commentato quanto avvenuto al DJ britannico Dax J, “reo” di aver suonato una traccia contenente parte della sacra chiamata alla preghiera islamica, l’Adhan: insulti a piè sospinto e minacce di morte incessanti hanno costretto Dax J a chiudere tutti i suoi account social (senza contare la chiusura del locale che ha ospitato il festival e l’arresto del promoter), per una vicenda che ha avuto enorme eco in tutto il mondo del clubbing.

Se però fin’ora si era trattato di “semplici” tafferugli e/o scambi d’opinione mediatici, adesso la cosa sembra aver assunto una dimensione ancora più seria:  stando a quanto riportato ieri sera dal magazine musicale francese Trax Mag,  il tribunale municipale di Hammamet – luogo in cui si è svolto l’Orbit Festival lo scorso weekend – avrebbe richiesto in contumacia una condanna alla reclusione per “oltraggio pubblico al pudore” (sei mesi) e per “violazione alla decenza ed alla moralità” (altri sei mesi): in totale un anno di carcere sarebbe la pena richiesta dal foro tunisino.

Come l’articolo stesso fa notare, il diritto internazionale, così come la CEDU (Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali), sono sfavorevoli a processi in contumacia, anche se non si impedisce al convenuto di scegliersi un difensore in sua vece.

La notizia è priva di conferme ufficiali, ma giunge originariamente dal sito della radio tunisina Shems FM, pertanto dubitiamo che possa trattarsi di bufala.

Staremo a vedere come procede la cosa.