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FAT FAT FAT 2017: ritorna il festival marchigiano, tra riscatto del territorio ed eccellenza musicale

di Nicola Gatti

Rapporto stretto con il territorio, venues che hanno tantissime storie da raccontare, dimensioni contenute e il meglio del panorama artistico-musicale mondiale. I festival italiani, in particolare quelli estivi, sono caratterizzati da questi aspetti in comune, che, attenzione, non li rendono affatto tutti uguali: le diversità storiche, le mille particolarità del nostro territorio, la diversità di temi e scelte artistiche giocano un ruolo fondamentale nell’identità delle varie realtà che si sono e vengono tutt’ora create. Ogni contesto è un unicum, un’esperienza a 360° che va oltre il puro ascolto e il mero aspetto musicale. Questa può essere la carta vincente del presente e del futuro, e non siamo certamente i primi a dirlo, e davvero in tanti stanno seguendo questa strada. Anche questa settimana vi presentiamo un festival che ha scelto di percorrere questa via: FAT FAT FAT Festival.

FAT FAT FAT Festival porta avanti queste idee dall’anno scorso, coniugando la bellezza della Grancia di Sarrocciano, al confine tra i territori di Corridonia e Morrovalle, in provincia di Macerata, a scelte stilistiche eccellenti, che quest’anno si riconfermano e si espandono. L’idea di FAT FAT FAT Festival, guardando indietro, parte storicamente da Villa Fermani a Corridonia, dove gli organizzatori erano soliti creare eventi di un solo giorno, come ci avevano raccontato l’anno scorso in questa intervista realizzata in occasione della prima edizione.
Quest’anno, bisogna ricordarlo, partecipare a FAT FAT FAT Festival ha anche un significato più particolare e profondo: è un modo per reagire alla devastazione post-terremoto, per rispondere presente, ridando vitalità ad un territorio che ha bisogno di grande attenzione e di ricostruzione sociale, oltre che economica.

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Harmonized, alla base del festival e dell’omonimo club di Porto Sant’Elpidio, ha progettato l’edizione 2017 del festival su 3 giorni, a differenza dei due dell’anno scorso. Si aggiunge così una nuova location per il 4 agosto, Piazza Vittorio Emanuele a Morrovalle, segnando anche una perfetta integrazione col tessuto urbano comunale, tipico del tardo Medioevo. Piccoli cambiamenti si hanno anche per quanto riguarda il genere musicale: dalla tanta house dell’anno scorso, si ampliano ulteriormente gli ascolti in merito alle radici del genere, sì presenti nella scorsa edizione ma in maniera meno intensa, con le contaminazioni black e jazz che passeranno attraverso i suoni di Yussef Kamaal e Fatima & The Eglo Live Band, e scelte sì club oriented, ma più variegate e con maggiori sfumature rispetto alla prima dell’anno scorso.

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I nomi in line-up sono di grossissimo rilievo: oltre agli aristi sopracitati troviamo Raffaele Costantino, MoodymannOmar-SNightmares On Wax, Tama Sumo & Volcov – Neroli (punteremmo tutti i nostri risparmi sulla bellezza di questo b2b, in esclusiva per il festival), Mark de Clive-Lowe (live solo), Steven Julien aka FunkinevenAwesome Tapes From AfricaAlexander Nut & K15Jayda GDom ServiniStump ValleyNu GuineaNativeDj Hendrixmononome, Dj Iommi, Abstract, Franco BDISCODELLA e Harmonized SoundsystemQua sotto inseriamo poi l’ordine di esibizione degli artisti nei tre giorni di festival.

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FAT FAT FAT Festival ha anche pensato ad una serie di hotel e alloggi convenzionati con il festival, che trovate comodamente in questo link. Qualsiasi altra informazione (in merito all’acquisto dei biglietti, ad esempio) la ritrovate sul sito del festival e sull’evento Facebook.