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Intervista al dj Andrea Rizzi: quando introspettività e vibrazioni positive si uniscono

di Riccardo Di Pillo

Andrea Rizzi, fresco di EP rilasciato sull’etichetta bresciana Ogopogo Records, ci ha raccontato in questa intervista tutti i retroscena riguardo la sua ultima produzione con qualche postilla sulla sua vita personale e sul suo, personale, pensiero sulla musica:

Com’è nata la tua passione per la musica elettronica? Hai avuto qualche disco di riferimento?

La mia passione per la musica elettronica è nata sin da giovanissimo: ero a cavallo tra la quinta elementare e l’inizio delle medie più o meno ed è stato molto naturale direi.
Ho una sorella di nove anni più grande e un bel giorno mi misi ad ascoltare le sue musicassette sullo stereo di casa.
Il genere era la progressive dei primi anni 90 e andava moltissimo all’epoca: fu amore a prima vista e direi che iniziò così la mia passione per la musica elettronica. Fu sconvolgente per me e da quel momento iniziai a registrare e collezionare le mie musicassette personali direttamente dai vari programmi radiofonici che proponevano classifiche o news, e comprando le compilation del genere che uscivano molto frequentemente.

Quali label trovi più interessanti oggi?

Le label che trovo più interessanti al giorno d’oggi sono sicuramente la Ellum Audio e di Eric Estornel aka Maceo Plex, unico e inimitabile nel suo genere, un talento da 10 e lode dalle mille sfaccettature e dai suoi artisti (tra i quali Danny Daze, gli italiani Agents of Time e Shall Ocin).
Grande dj producer e remixer, trasforma in oro tutto ciò che tocca creando sonorità particolari e inimitabili molto difficili da scordare.
Innervisions è un altro sinonimo di qualità e uscite stratosferiche e non potrebbe essere diversamente visto che si parla di artisti e dj del calibro di ÂME, dual project che sta sbancando ovunque e unico nel suo stile e di Dixon, Marcus Worgull, Frankey & Sandrino..che trovo pazzeschi e incredibili con le loro produzioni innovative e le loro sonorità sempre nuove e molto particolari.
Ultima ma non per meriti Dyinamic di Solomun, che considererei una pietra miliare del genere progressive che ha saputo unire questo stile alle sonorità house & techno creando un qualcosa di sostanza e carattere nella scena musicale europea.
Famoso per i suoi remix le sue uscite e i suoi artisti sono nei primi posti delle classifiche mondiali e si parla di Adriatique, gli italianissimi Lehar e Undercatt, H.O.S.H e molti altri.

Come mai hai deciso di intitolare il tuo EP “Positive Vibes”?

Ho intitolato questo disco Positive Vibes per diverse ragioni.
Una di queste e credo sia la base di partenza per creare l atteggiamento giusto verso la musica è il fatto di credere in tutto e per tutto nella propria passione e aver fiducia nei propri mezzi e capacità, mettendoci anima e cuore fino in fondo, credendo in ciò che si fa e dando sempre il massimo anche se a volte non è sempre così facile.
L’altra riguarda l’approccio positivo alla musica e non solo: Positive Vibes per appunto.
Infatti il disco è stato realizzato in un momento molto particolare della mia vita dove ne son successe di tutti i colori, specialmente per la salute. Un susseguirsi di eventi negativi che mi han segnato molto e per diverso tempo e da cui sembrava non esserci soluzione.
L’altra ragione è appunto avere un atteggiamento positivo in questo approccio e che le Positive Vibes ovvero le vibrazioni positive non devono mai mancare e che prima o poi una soluzione arriva sempre.

La professionalità e l’esperienza del team OGOGOPO Rec. ti hanno aiutato in questo tuo primissimo lavoro?

Il team Ogopogo mi è stato di grande aiuto nella realizzazione del progetto.
La parte del mixing è stata vista e rivista più volte insieme e nei minimi dettagli non trascurando nulla e questo aspetto è stato direi indispensabile per avere poi un’ottima qualità sul prodotto finale del disco.

Che direzioni immagini per il futuro della musica elettronica? Queste direzioni ti piacciono?

Il futuro della musica elettronica lo vedo molto in un’ottica di live set.
Ho questa idea non per sminuire l’arte del dj contemporaneo ed emergente ai giorni nostri ma avendo imparato il mestiere tramite vinili anni fa penso che con l’avvento della tecnologia e dei software attuali non venga più apprezzata a dovere la vera bravura e la tecnica di un dj per quanto riguarda la qualità di un mixato. Oggi e tutto più facile.
Credo che l’ottica di un live set sia molto più caratteristica e dove si possa spaziare in molti aspetti e sonorità vista la disponibilità di numerosi synth, macchine analogiche e drum machine attualmente sul mercato.
Trovo questo aspetto più particolare e incisivo per la figura di un dj, il quale ben appunto mettendoci del proprio lo crea e propone le proprie sonorità lasciando così il proprio marchio indelebile e dove si fa riconoscere per il suo stile effettivo.

La classica, progetti per il futuro?

Il futuro mi auguro sia molto promettente e pieno di novità.
L’impegno e la costanza per questa passione non mancano mai e non passa giorno dove non mi metta in gioco.
Sto realizzando numerose produzioni in chiave tech house e techno e attualmente sto lavorando ad un mio progetto live con synth e drum machine che richiederà molto più tempo e molto più lavoro in quanto molto più impegnativo e particolare.
Spero di riuscire a portarlo fuori al più presto e non mi resta che dire stay tuned per un 2017 pieno di novità e belle cose