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Quanto hanno guadagnato nel corso della loro carriera i Daft Punk?

Dalla musica Techno alla French House, la carriera del duo francese è stata costellata da momenti leggendari e guadagni da vere rockstar.

di Max Power

Sono passati ben 25 anni dal loro primo singolo con il nome di Darlin’. A quell’epoca in pochi potevano immaginare che quegli improbabili ragazzini che giocavano a fare del rock sarebbero diventi delle icone nel mondo della musica Elettronica.

 

I Darlin’ non ebbero un grande successo: la risposta del pubblico fu piuttosto tiepida e sconsolati dalle critiche, Guy-Manuel de Homem-Christo Thomas Bangalter si trovarono in un momento di stallo. La nota rivista britannica Melody Maker definì il gruppo «a daft punky thrash» ovvero «un gruppetto di stupidi teppisti». Il dubbio quindi era se continuare la carriera come rock band o buttarsi su qualcos’altro. Cosa scegliere?

La rivoluzione avvenne quasi per caso quando in una fredda notte di Novembre del 1992, dove i due giovani francesi, rispettivamente classe 1974 e 1975, presero parte al loro primo “rave” sulla terrazza del Centre Pompidou di Parigi.

In quell’occasione capirono che la loro strada non era la musica rock, ma quella Elettronica.

Auto-ironici fino al midollo, i Darlin’ cavalcarono l’onda del biasimo cambiando il proprio nome in Daft Punk, gli stessi Daft Punk che anni dopo declinarono collaborazioni con popstar del calibro di Madonna, Janet Jackson e George Michael.

È targato 1994 il primo EP rilasciato dai Daft Punk su Soma Records (label del duo scozzese Slam) : l’epoca dei Darlin’ e della musica rock era ufficialmente terminata.

Come ben sappiamo gli anni Novanta per la musica dance furono anni cruciali. Nei clubs di tutto il mondo l’ elettronica faceva da sfondo alle serate più frequentate dalle giovani generazioni. Thomas Bangalter riteneva che la tecnologia applicata al mondo della musica fosse il “membro invisibile” di ogni band: il successo del primo EP si tradusse ben presto nella collaborazione con la Virgin Records, con la quale i Daft Punk firmarono un nuovo importante contratto. Testardi e determinati, i due francesi accettarono di firmare il contratto con la Virgin a patto che vi fosse l’assoluto controllo personale sulla propria immagine e sulla propria musica. Nessun compromesso insomma!
La totale libertà di espressione artistica mutò definitivamente il loro suono.

La collaborazione con la Virgin permise ai Daft Punk di rilasciare album di successo come Homework (1997), Discovery (2001) e Human After All (2005), i quali catapultarono i due dj francesi in cima alle classifiche di tutto il mondo.

Un interessante aneddoto risale al 2006 quando venne loro proposto di suonare al Coachella Music Festival per la modica cifra di $300.000 dollari. In quell’occasione ad assistervi c’era una folla di oltre 40.000 persone in uno spazio adibito per ospitarne solamente 10.000. I più nostalgici ricordano l’evento come un momento leggendario: proprio quando la critica internazionale si prestava a considerarli sulla via del tramonto i Daft Punk ribaltarono la sentenza con uno show unico.

 

Ma quanto fu (letteralmente) il prezzo del loro successo?

Gazette Review ha stimato che in tutta la loro carriera, dal 1997 ad oggi, i Daft Punk hanno guadagnato $140 milioni di dollari… cioè ben $70 milioni per Punk!

Alive 2017 ?

E’ questa la fatidica domanda che i fan dei Daft Punk si pongono ormai da parecchi mesi.
Dal sito alive 2017.com dove nel codice HTML della pagina venivano svelate le coordinate geografiche di Parigi, Los Angeles, Londra, New York, Tokyo, San Paolo, Ibiza, Indio, al video caricato a capodanno su Youtube dal misterioso canale 4162016211411, un video teaser del loro live-show.
Milioni di fan da tutto il mondo aspettano con ansia una nuova entrata in scena del duo francese dopo il loro ultimo tour, datato 2007.
Alive 1997, Alive 2007 e magari Alive 2017?

Non ci resta che attendere eventuali novità dai profili ufficiali dei robot.