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Review + intervista: Z.I.P.P.O – My Elements EP [Suburban Avenue]

di Nicola Gatti

È forse dal 2014 che sento parlare di Z.I.P.P.O: il sottoscritto muoveva i primi passi nel mondo della musica elettronica e del clubbing, mentre Giuseppe Maffei, dalla Valle d’Itria (Puglia, per intenderci) cominciava a diffondere la sua musica, la sua passione, i suoni che ama lungo tutto lo Stivale. E sarò chiaro: l’ho ascoltato ben tre volte nel corso del 2015, e no, non mi era piaciuto. Sono passati due anni, io sono cresciuto, lui ha prodotto un bel po’ di dischi (anche con progetti “allargati”), e mi rendo conto di aver toppato. Poteva un ragazzo di allora 16 anni tenere, al suo esordio, incollate in pista 3-4 mila persone (era il Sun Bay, sulla costa adriatica pugliese) senza avere qualche dote speciale? Siamo a Luglio 2017, e sicuramente quella dote speciale, di cui il sottoscritto non si era accorto, l’artista pugliese l’ha curata, e questo viene fuori dalla sua eccezionale crescita qualitativa sia dal punto di vista delle produzioni che dei dj sets. Z.I.P.P.O non ha alcun timore di “rischiare” con dischi difficili, cambi di genere, consapevole di una tecnica invidiabile e possedendo una grande e giusta, aggiungiamo noi, sicurezza dei propri mezzi.

Oggi esce su Suburban Avenue, label romana per la quale aveva curato già la seconda uscita del catalogo, My Elements, nuovo EP del producer pugliese. Un lavoro che ci sentiamo di commentare in maniera davvero positiva, e che abbiamo atteso anche per avere l’occasione di porrgli qualche domanda.

L’EP, composto da 4 tracce, è quanto di più eterogeneo ci si potesse aspettare dall’artista. In esso ritroviamo infatti tutte le sfaccettature che Z.I.P.P.O ha messo in mostra sin dal suo debutto, facendo convivere il suo lato più techno con quello più deep e melodico. Sul lato A troviamo Pharaohs Line e Interplanetary. Se la prima è una classica traccia spaccapista, lineare e diretta, la seconda, nonostante il ritmo incalzante, ci porta proprio in quel mondo deep (con una bella componente leggermente acid che viene fuori in crescendo) di cui parlavamo qua sopra, portando via con se l’ascoltatore, più che con le gambe, con la testa. Forte è la sensazione di distanza, isolamento, distacco che abbiamo provato ascoltando più volte questo pezzo. Giriamo il disco e troviamo un’altra traccia solida, dal fondo leggermente sporco e ruvido, Stay. In ultimo c’è la traccia che consideriamo come la migliore del disco, Wind of Passion. Caratterizzata dai ritmi spezzati, sinth e pad creano intorno alla bassline un microcosmo acquatico (qualche richiamo di drexciyana memoria lo percepiamo, sparando davvero in alto e scomodando personaggi mitici della storia musicale degli ultimi 20 anni) dalle mille sfaccettature che, invece di appesantirne la struttura, rendono la traccia bilanciata alla perfezione in ogni suo aspetto. Non vogliamo parlare di “prova di maturità” per My Elements (Z.I.P.P.O di prove ne ha già date parecchie), però una cosa è certa: questo EP per Suburban Avenue palesa un’assoluta costanza nella produzione di valide release e una manifesta capacità nello spaziare in qualsiasi sottogenere dell’elettronica contemporanea.

Il disco è ordinabile a questo link, sia in formato digitale che in 12″.

Z.i.p.p.o My Elements EP

È passato qualche anno dal tuo debutto al Sun Bay, quello che forse è stato il titolo della storia artistica che stai scrivendo; poi un’altra tappa importante dei tuoi “inizi” sicuramente è stata quella da Resistance is Techno a Roma. Sicuramente Z.I.P.P.O è cambiato, cresciuto, ha avuto modo di suonare in tutta Europa e con artisti rispettatissimi che sono da anni nella scena con un certo profitto. Cosa è cambiato in te, in cosa sei maturato ulteriormente? Cosa hai imparato in questi anni e in cosa sei migliorato?

Ero ancora minorenne quando ho partecipato agli eventi citati, oggi la passione e la voglia di migliorare è sempre la stessa. Il confronto con grandi artisti, viaggiare e vivere fuori dall’Italia hanno sicuramente generato un cambiamento. Oggi mi sento più adulto senza dimenticare quanto sia importate vivere il momento e porre nuovi obbiettivi.

Un passo importante è stata la creazione della tua label, Fides. Qual è la direzione e l’impronta che hai voluto dare all’etichetta? Al momento stai pubblicando prevalentemente tue produzioni (o in collaborazione con Kaelan). Come mai questa scelta? Resterà così o ti aprirai anche ad altri artisti?

Fides è un canale prettamente personale, descrive la mia persona, i posti che vivo e la gente che incontro grazie alla musica. Non ho mai considerato l’idea di produrre nuovi artisti nonostante ci siano molti talenti, richiede molto tempo e quello che possiedo non è mai abbasstanza. Attualmente preferisco conoscere e collaborare in modo diretto con gli artisti/amici più vicini a me, il progetto 3KZ ne è l’esempio.

Parliamo del motivo per cui siamo qui a fare questa intervista: My Elements, il nuovo EP che stai per pubblicare su Suburban Avenue, etichetta romana con la quale il tuo percorso artistico si sta intrecciando più volte. Come sei venuto in contatto con loro, e, al di là della qualità dei dischi, cosa caratterizza e spiega la continuatività del vostro rapporto professionale?

“My Elements” sarà il mio terzo contributo sulla label, il nostro non è un semplice rapporto professionale. Conosco la crew da molti anni e ci siamo formati assieme, devo tanto a loro. Suburban Avenue è la mia famiglia.

Lavoro in studio: come nasce un tuo disco? Da cosa parti? Raccontaci la tua metodologia di lavoro.

Passo quasi ogni giorno in studio, è un bisogno fisico e mentale. Il mio processo creativo è breve ma intenso, seguo un workflow tutto mio: dedico gran parte delle mie sessioni alla ricerca di suoni, sequenze e synth che mi piacciono, una volta scritto l’arrangiamento costruisco la drum e chiudo la traccia.

Con l’EP di esordio su Fides ci hai dimostrato che Z.I.P.P.O è anche capace di giocarsela su terreni più morbidi e rotondi (penso al brano con la parte vocale, secondo me veramente ben riuscito), mentre in altre release (Suburban, Involve, anche su Fides stessa) hai evidenziato che qualsiasi sottogenere e sfumatura techno sia alla tua portata o comunque nel tuo gusto. Questo EP è forse la commistione di tutto. Molta melodia, un fondo liquido, ovattato, sospeso in due brani soprattutto: Wind of Passion e Interplanetary. Nelle altre due tracce viene fuori invece il lato sporco, in Pharaohs Line ancor più che in Stay. Parlaci di My Elements dal tuo punto di vista e cosa hai cercato di esprimere e infondere nelle quattro tracce che lo compongono.

Ascolto tanta musica ogni giorno, sono influenzato da diversi generi e mi piace sperimentare. Il prossimo Suburban Avenue è un lavoro che rappresenta la mia versatilità, voglio conoscere me stesso nella musica che faccio. Questo disco non rappresenta solo esperienze e percezioni ma diversi stati d’animo.

Sabato scorso hai suonato a Polifonic, un grande e bel festival alla Masseria del Turco, luogo che tu conosci bene e al quale sei sicuramente un po’ legato, stai rilasciando My Elements, hai prodotto una bellissima traccia per un VA su Stockholm LTD. Il tuo presente è costellato di tante belle soddisfazioni. E il futuro?

Ho smesso di pensare al futuro da quando ho capito che cambia per ogni nostra scelta, lascio che la musica decida per me.

Spesso nelle interviste si chiede cosa ti piace o cosa non ti piace dei club e della situazione italiana. Io voglio invece andare oltre: cosa ti piace e cosa non ti piace del tuo ambiente in generale, ora che ti sei ben addentrato in esso?

Gran parte dei miei produttori e dj’s preferiti sono italiani. Di positivo penso che quello che alcuni promoter stanno costruendo è invidiabile. L’Italia si è elevata molto negli ultimi anni e sono fiducioso.

C’è un sogno in ambito musicale che vorresti realizzare? Se sì, quale?

Creare il mio club.

Sei di Locorotondo, un paese che ha lavorato in maniera eccellente con la musica e il territorio e quest’anno ospiterà sia il Locus festival che il nuovo arrivato VIVA festival, dove debutterai in una Boiler Room. Anche tu con il tuo negozio (Vicious, nda) hai certamente creato un bel punto di riferimento per il tuo paese. Vorrei da te una considerazione generale su quanto sta accadendo e sulla crescita da questo punto di vista della tua città.

Il mio paese è cresciuto artisticamente in modo esponenziale negli ultimi anni. Sono felicissimo di tornare a casa e ascoltare gente entusiasta nel presentare nuove idee. Sentiremo presto parlare di nuovi talenti ed ulteriori eventi, sono orgoglioso del nostro pubblico e sicuro che questi festival renderanno Locorotondo sempre più magica.

Ti va di lasciarci un paio di dischi? Magari uno di un’artista “emergente” o che hai scoperto di recente e uno dei tuoi (magari quello a cui sei più affezionato o che significa di più per te). Grazie!

Release date: 11\7\2017
Label: Suburban Avenue
Formato: 12”, Digital Album
Numero di catalogo: SAV008
Tracklist: 
1.Pharaohs Line
2.Interplanetary
3.Stay
4.Wind Of Passion